Il figlio del farmacista, scritto nel 1938 e pubblicato nel 1942, è un romanzo autobiografico sulla giovinezza, sulla passione per la letteratura e sulla vocazione per la scrittura con tutto ciò che ne consegue: pena e solitudine, ma anche felicità e gioia.
L’autore e la sua formazione, il suo modo di vedere e percepire il mondo sono le fondamenta della storia. Ritroviamo così la vita della Viareggio che tanto ha amato e che all’epoca era ancora una piccola città di mare e di pescatori; la farmacia del padre, il dottor Candido; gli studi a Bologna e la laurea in medicina, conseguita durante il fascismo; il manicomio dove inizia a lavorare e lo struggimento per la poesia.
Pur segnando l’esordio di Mario Tobino nella narrativa, l’opera possiede già tutte le tematiche e il lirismo che caratterizzeranno la produzione futura dell’autore.
L’autore e la sua formazione, il suo modo di vedere e percepire il mondo sono le fondamenta della storia. Ritroviamo così la vita della Viareggio che tanto ha amato e che all’epoca era ancora una piccola città di mare e di pescatori; la farmacia del padre, il dottor Candido; gli studi a Bologna e la laurea in medicina, conseguita durante il fascismo; il manicomio dove inizia a lavorare e lo struggimento per la poesia.
Pur segnando l’esordio di Mario Tobino nella narrativa, l’opera possiede già tutte le tematiche e il lirismo che caratterizzeranno la produzione futura dell’autore.
